INFANZIA IN EUROPA

La tastiera Nyumba Ali

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La tastiera Nyumba Ali


di Francesco Ganzaroli, consulente e formatore presso il Centro servizi e consulenze per l'integrazione dell'Istituzione dei Servizi educativi, scolastici e per le famiglie, Comune di Ferrara

«Ogni persona, indipendentemente dal grado di disabilità, ha il diritto fondamentale di influenzare, mediante la comunicazione, le condizioni della sua vita» - Carta dei diritti alla Comunicazione, National Commitee for the Communication Needs of Persons with Severe Disabilities, 1992.

Trovare soluzioni per favorire, aumentare e sostenere la comunicazione di persone con disabilità congenite o temporanee significa semplicemente far esercitare un diritto di tutti: il diritto di scegliere.
Da molti anni la disabilità verbale viene affrontata come un problema di comunicazione. Quando non è possibile ripristinare la funzione verbale, mediante terapie riabilitative, ecco la necessità di cercare nuove soluzioni utili a creare un ponte tra il pensiero e il mondo esterno. Vanno tenuti in considerazione molti aspetti, tra i quali: la necessità di creare un reale rapporto comunicativo e il ruolo svolto dagli strumenti in questo ambito.

Nell'ambito della Comunicazione aumentativa e alternativa (Caa), si è fatta la scelta di un approccio multimodale. L’aggettivo "aumentativa" (augmentative in inglese) indica proprio come le modalità di comunicazione utilizzate siano tese non a sostituire, ma ad accrescere la comunicazione naturale.

L’obiettivo deve essere l’espansione delle capacità comunicative, tramite tutte le modalità e i canali a disposizione. Non esiste lo strumento ideale, esiste lo strumento giusto, per quella persona, con quegli interlocutori, e in quel contesto.

E prima degli strumenti è molto importante individuare uno o più partner comunicativi, che si assumano la responsabilità di supportare gli sforzi comunicativi della persona, diventando promotori di relazioni con altri partner comunicativi (compagni di classe, amici, insegnanti, vicini di casa...) ed evitando di porsi come unico interlocutore.

Quando l’amica Bruna Fergnani, volontaria dell'associazione Nyumba Ali, ha fatto richiesta a diverse persone per trovare uno strumento di comunicazione adatto per Zawadi, ospite del centro diurno di Iringa (Tanzania), abbiamo iniziato a fare ipotesi, tenendo conto dei fattori principali: il contesto di vita, i potenziali caregivers, le risorse che già di per sé Zawadi poteva mettere in campo, come il suo sorriso, la sua mimica, i suoi occhi espressivi, la sua determinazione. Inoltre, si è riflettuto su quale ausilio? Tecnologico? Artigianale? E quale tipo di accesso all’ausilio sarebbe stato più idoneo per Zawadi?

Come potrete vedere nel video, la soluzione, di per sé apparentemente semplice, ha portato Zawadi ad avere maggiori occasioni di comunicazione, incuriosendo le persone che gli stanno accanto, riconoscendogli la capacità di avere una mente che, tramite il ponte e la mediazione di un ausilio, può esprimersi liberamente, indipendentemente dal grado di disabilità.

La Comunicazione aumentativa è questo: un ponte verso gli altri, permettendo agli altri di avvicinarsi a sé.

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